Un verticale alla volta.
Si comincia dalle biciclette.
Un linguaggio di prodotto che dichiara di andare bene per ogni settore non va bene per nessuno. L’architettura è progettata per otto settori; esattamente uno è attivo, ed è il punto, non una scusa.
La denominazione segue una regola sola: il lettering più una parola di settore che evochi il mondo, non la soluzione. Oggi è operativo
BIKE, mentre
LEDGER è in fase prototipale; gli altri sono architettura, e qui sono presentati come tali.
La filiera della bicicletta. Sul mercato dal 2021, con oltre 190.000 prodotti normalizzati e una rete di più di 980 rivenditori italiani.
Scopri di più →Attrezzatura outdoor e da montagna — il verticale strutturalmente più vicino al ciclismo, e il secondo naturale.
Dati finanziari e contabili. Il verticale pensando al quale è stato disegnato il modulo contabile standalone.
Attrezzatura per sport invernali, stagionale per natura e insolitamente dipendente dall’identità di annata.
Attrezzatura per fitness e allenamento, dal prodotto di consumo alla macchina da centro sportivo.
Moto, ricambi e abbigliamento — un mestiere in cui il dato di compatibilità decide se un pezzo è vendibile o no.
Ricambi e accessori auto, il più grande e il più dipendente dalla compatibilità fra i verticali della mobilità.
Abbigliamento e accessori, dove taglia, variante colore e stagione pesano quanto altrove pesa la compatibilità.
Il braccio operativo e di sviluppo di EurekaGO: costruisce e mantiene i moduli e i verticali. Non è un verticale di settore e non ha una propria ontologia di prodotto — eredita direttamente l’identità del master brand.
Perché verticali, e non una piattaforma orizzontale
Ogni settore ha una sua idea di cosa sia un prodotto. Nel ciclismo la taglia di un telaio, lo standard di una ruota e la generazione di un gruppo sono distinzioni portanti; nella moda non significano nulla, e a essere portante è altro. Una tassonomia abbastanza astratta da coprire entrambi finisce per descrivere male tutti e due.
Per questo l’architettura è a due livelli: EurekaGO tiene l’infrastruttura — i moduli, la pipeline, il metodo — e ogni verticale tiene l’ontologia del proprio mestiere. EurekaGO è presente come firma comune di tutti i verticali industriali, ma la specificità di ogni settore rimane appannaggio dello specifico supersystem.
Significa anche che il secondo verticale costa meno del primo, e il terzo ancora meno. Quello che si porta dietro sono il metodo e i moduli, non la tassonomia: quella va guadagnata in ogni settore, con chi lo conosce.
Prende i dati che ogni settore produce da decenni e finalmente li fa lavorare insieme, un verticale alla volta.
Cosa EurekaGO porta in ogni verticale
I moduli
Dieci moduli di piattaforma che non vanno riscritti per un nuovo settore: vanno configurati sul suo modello.
Il metodo
Come un dato fornitore grezzo diventa un’identità normalizzata e condivisa, e come le correzioni fatte dalle persone vengono apprese invece che ripetute.
La firma
Un verticale porta un proprio nome nativo di settore e un proprio colore, con EurekaGO come firma che dichiara cosa c’è dietro.
L’economia del dato
La titolarità resta a chi ha generato il record, in ogni verticale, perché la regola è strutturale e non commerciale.
Hai decenni di dati
che non si parlano fra loro?
È il problema su cui lavoriamo. Dicci cosa hai e cosa vuoi ottenere: ti diremo onestamente se ha senso e, probabilmente, ti stupirai molto presto dell’utilità delle informazioni che uno strumento ben costruito può fare emergere dai dati che hai in pancia da anni. Riuscirai a vedere e a misurare pattern che non ti saresti mai immaginato.
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